Regia Arciconfraternita di Serra San Bruno
Il Cassetto PDF Stampa E-mail
Scritto da Gerardo Drago   



Il “ Cassetto” era un bussolotto artigianale in legno con davanti impressa l’immagine della Madonna che ogni settimana veniva girato, a turno, per le vie del paese al fine di raccogliere oboli, dai confratelli che, invitati dal Governo della Congrega (un tempo tale compito spettava solo ai Consultori), davano la loro disponibilità. Negli ultimi anni, trovare dei confratelli disponibili per lo scopo, era diventata cosa assai difficile se non impossibile. Il rifiuto era dovuto  quasi sempre alle stesse motivazioni che in prevalenza erano le seguenti: “ l’ho già girato più volte e adesso lo devono girare quelli che non l’hanno mai fatto”, “io mi vergogno”, “non è giusto che sempre gli stessi dobbiamo girare il cassetto mentre una grande maggioranza di confratelli non partecipano affatto alla vita della Congregazione pur avendo i nostri stessi diritti”, “io non lo prendo perché ritengo debba essere soppresso e l’entrata da esso garantita reperita con l’aumento delle rette che riguardano tutti i confratelli”.

Le dette critiche non erano assolutamente sbagliate in quanto da un’analisi dei bilanci della Confraternita si evinceva chiaramente che l’entrata del Cassetto incideva sugli stessi per almeno il 35%; l’incidenza della retta annuale non superava il 10%; le altre entrate(sottocoppe, offerte alla madonna, ecc….) almeno per l’80% riguardavano offerte di confratelli che frequentavano la Chiesa. Dall’esame di tali risultanze non ci voleva molto per capire che si era di fronte ad una situazione che sfiorava, per essere leggeri, la speculazione e questo per motivi ben precisi che riguardavano e riguardano i diritti materiali che vengono riconosciuti ai confratelli proprietari, diritti che avevano ed hanno dei costi molto rilevanti e che consistono soprattutto nei c.d. “diritti cimiteriali”. Ma vediamo in concreto: ad ogni congregato la Confraternita garantisce, quando trapassa, oltre alle funzioni Religiose, la bara, il trasporto della salma, il loculo per la sepoltura e la muratura e le spese per fare ciò venivano attinte proprio dalle entrate di cui prima abbiamo parlato è chiaro quindi che permanendo quel modo di reperimento delle stesse i confratelli che non partecipavano alla vita congregale, che non prendevano e non pagavano il cassetto, che si limitavano a pagare soltanto la retta annuale, fissata in €.6,00, gravavano sulle spalle di quei pochi che partecipando attivamente alla vita congregale, girando il cassetto ed assolvendo ogni altro dovere, procuravano la maggior parte(90%) delle entrate della Congregazione. Così stando le cose, l’aver abolito il “Cassetto” e l’avere stabilito di reperire l’entrata che esso garantiva con l’aumento della retta annuale che viene pagata da tutti i confratelli, non ha significato abolire una tradizione (personalmente poi non capisco che tipo di tradizione) ma semplicemente e giustamente voler eliminare quella che ormai stava diventando una speculazione creando un modo di reperire le entrate più razionale ed equilibrato che fa ricadere l’impegno del mantenimento della Confraternita su tutti i confratelli in egual misura.