Regia Arciconfraternita di Serra San Bruno
La naca PDF Stampa E-mail
Scritto da Gerardo Drago   
Gerardo Drago

Ogni anno, la mattina del sabato Santo, inserita nel contesto delle funzioni religiose che rievocano durante la settimana Santa la passione, la morte e la ressurrezione di Gesù Cristo, si svolge a Serra San Bruno un importante processione durante la quale la statua del Cristo morto, deposta nella “Naca” e seguita dalle statue della Madonna Addolorata, di San Giovanni e della Maddalena, partendo dalla Chiesa dell’Addolorata, a spalla, vengono portate in Corteo, tra preghiere, canti e musiche religiose, per tutto il Corso Umberto I fino al Calvario (località che rievoca il posto ove è stato crocifisso il Cristo) e quivi giunti, dopo una breve ed appropriata omelia da parte del Predicatore, riportate nello stesso luogo di partenza seguendo lo stesso Corso Umberto I per un lungo tratto e poi la via Roma, altre vie del centro storico ed infine la via Sette Dolori.


     La processione ha origini antichissime ed è molto sentita nella comunità, rappresenta la lunga marcia del Cristo verso la sofferta morte e  nonostante il passare degli anni non ha mai perso la suggestione e la forza emotiva che la contraddistingue. Ma cos’è la “Naca”, cosa rappresenta, come e chi la costruisce ogni anno. Molto probabilmente la parola Naca deriva dall’antico greco ed in parole povere, significa “culla”, culla o bara, può anche interpretarsi, che riceve le spoglie del Cristo morto dopo la crocifissione e che nel significato Cristiano può anche voler dire vita o morte oppure, facendo riferimento al messaggio evangelico di Giovanni a proposito del chicco di grano, morte che porta vita.
 
     Forse pochi sanno come e chi costruisce la Naca e tale aspetto se considerato nella sua materialità potrebbe anche non assumere alcuna importanza ma così non è, l’amore, la passione e la devozione con le quali la Naca viene realizzata non può far considerate tale fase semplicemente come un supporto al contesto spirituale e religioso al quale dopo viene legata ma la rende parte integrante dello stesso. Da sempre viene realizzata a cura e spese del Priore in carica dell’Arciconfraternita di Maria S.S. dei Sette Dolori di Serra San Bruno, quindi, nessuno meglio di me che ho rivestito tale carica nel biennio 2004-2005 può spiegare l’iter che comporta la sua realizzazione.
 
     Subito dopo la festa dell’Epifania bisogna incominciare a pensare alla sua realizzazione e questo perché la Pasqua viene ogni anno nel mese di Marzo, quando è “bassa”(vuol dire viene presto)o nel mese di Aprile, quando è “alta”(vuol dire viene tardi) e per fare la Naca, bene o male un mese e mezzo, salvo imprevisti, passa tranquillamente. Si incomincia con l’ideazione e la progettazione e per lo scopo bisogna trovare una persona capace, all’altezza della situazione. Io ho affidato l’incarico per le mie due Nache a mio fratello Luigi che ha pure realizzato personalmente tutta la struttura in legno ed ha diretto poi il lavoro dei sarti e degli altri collaboratori che si sono occupati della lavorazione e posa in essere dei tessuti(in gergo della vestizione della Naca).
 
     Proprio per questo credo sia giusto sentire direttamente dalle sue parole come si crea e come si realizza una Naca: “Devo dire che progettare la Naca non è assolutamente semplice anche se agli occhi della gente puo’ sembrarlo. Prima di iniziare la progettazione, come penso per tutte le cose, si deve capire il significato di quello che si va a progettare e per fare questo certamente si devono avere delle basi artistiche e artigianali. E’ bene poi conoscere ed interpretare i  metodi e le tecniche di realizzazione adottati dai nostri artisti o maestri antichi.

     Tenendo conto di questi elementi si può iniziare la progettazione che comprende sia i disegni della struttura portante sia i disegni dei rivestimenti. Finita la fase progettuale si passa alla realizzazione. La struttura viene realizzata tutta in legno e si sviluppa partendo da una base costituita da un  antico tavolo di ciliegio integrata poi con una spalliera o testata e dei laterali. Una volta ultimata la struttura,si passa alla “vestizione”.

     Nel passato, veniva rivestita con i cosiddetti damaschi presi in prestito da quelle famiglie di congregati che cortesemente ed orgogliosamente li concedevano,  nei nostri tempi viene rivestita con stoffe pregiate scelte dal Priore (ordinante) con l’ausilio magari di suoi collaboratori di fiducia e perché no del progettista. La struttura deve essere costruita con molta cura e precisione posizionando con attenzione gli appoggi e le tenute dove poi, una volta terminato il rivestimento,  devono essere applicati gli Angeli e gli strumenti della Passione che sono gli elementi più  importanti ed essenziali. Una Naca priva degli Angeli e degli strumenti della passione di Cristo, infatti, non assume alcun significato storico e Cristiano. Essenziale ed importantissima l’opera dei sarti che con il loro lavoro modellano le stoffe ed i finimenti per come indicato in progetto e porocedono poi al rivestimento della Naca”.
 
     Quando la Naca è pronta, viene portata una prima volta nella Chiesa Addolorata per realizzare le foto che poi si vedono sulle copertine dei libretti della Via Crucis distribuiti prima della processione del Sabato Santo e sulle foto distribuite durante e dopo la processione ed in Chiesa. Una seconda volta viene portata, sempre nella stessa Chiesa, nella notte tra il venerdì ed il sabato santo ed in tale occasione su di essa viene definitivamente adagiata la statua del Cristo morto poi portata in processione la mattina del sabato santo.

 
La realizzazione della Naca - Foto Luigi Drago

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